Glossario Finanziario

Per benchmark si intende un metodo basato sul confronto tra un paniere considerato il migliore (benchmark) ed una determinata attività finanziaria.
Il benchmark di un Fondo Comune d’investimento, per esempio, ha l’obiettivo di consentire all’investitore una verifica del potenziale livello di rischio/rendimento del fondo e di definirne la politica di asset allocation. Se un gestore volesse lavorare sul mercato azionario italiano dovrebbe evidentemente utilizzare come benchmark il FTSE MIB.
I requisiti che un benchmark deve soddisfare sono: la trasparenza, la replicabilità e l’oggettività.

Il beta è il coefficiente che misura le variazioni che il rendimento del titolo ha assunto rispetto ai rendimenti del mercato. Se beta > 1 il titolo è più volatile del mercato, se beta è < 1 il titolo è meno volatile del mercato, se beta è = 1 il titolo si muove come il mercato.

Blue chip è un termine usato in Borsa per indicare le società a maggiore capitalizzazione azionaria. Le origini del nome derivano dal gioco d’azzardo: nel poker, la blue chip (gettone blu) è la fiche cui si attribuisce il valore più alto.
Le Blue Chip sono i titoli degli indici più popolari, come l’FTSE MIB, il Dow Jones EURO STOXX 50, l’S&P 500, il Nikkei 225, etc.

Il Cet 1 è l’acronimo di Common Equity Ratio. Rappresenta un indice di solidità degli istituti bancari ed è frutto di un rapporto tra il capitale ordinario versato (Tier 1) con le attività ponderate per il rischio. In sostanza il CET 1 ci indica con quali risorse l’istituto oggetto di valutazione garantisce i prestiti concessi ed i rischi rappresentati dai crediti deteriorati (o non performing loans)
La BCE e le autorità europee hanno deciso che tale indice non può essere inferiore all’8%.

La duration rappresenta la durata finanziaria di un titolo ovvero la vita residua di tutti i flussi finanziari del titolo comprensivo di cedole, attualizzati al loro rendimento effettivo. la duration cammina di pari passo al rischio del titolo. Un’obbligazione, ad esempio, con duration più lunga è maggiormente esposta alle oscillazioni di mercato quindi più rischiosa.

Una parola mutuata dall’inglese che significa prospettiva e previsione sull’andamento di un paese o una singola azienda.

P/E è l’acronimo di rapporto di Price Earnings. Si tratta dell’indicatore di borsa più utilizzato. sintetizza il rapporto tra il prezzo corrente di un’azione al momento del calcolo e l’utile atteso per ogni azione.

Il rating è un giudizio che viene espresso da un soggetto esterno e indipendente, l’agenzia di rating, sulle capacità di una società di pagare o meno i propri debiti.

Rappresenta, quindi, una sorta di cartina di tornasole per ogni investitore, un VOTO che viene stabilito da società specializzate dopo aver valutato il merito di credito attraverso analisi, indipendenti e credibili. Le più note agenzie di rating sono Moody’s, Standard e& Poor’s e FiTch.

Non si tratta di una GARANZIA DI PAGAMENTO, ma semplicemente di una valutazione della qualità dell’emissione.

Il suo scopo è di quantificare la probabilità di ricevere, alle scadenze previste, il pagamento degli interessi e la restituzione del capitale.

Spread (in italiano differenziale) è una parola inglese, usata tipicamente in Italia, nel linguaggio politico o finanziario, per indicare la differenza di rendimento tra due titoli (azioni, obbligazioni, titoli di stato). Nel caso dei titoli di Stato, spesso il termine di paragone sono i Bund emessi dalla Germania vista la solidità e la forza dell’economia tedesca.

Quando si sente dire lo spread è salito a 1,40% vuol dire che la differenza di rendimento tra il nostro BTP decennale ed il Bund tedesco decennale è pari ad 1,40%.

In finanza lo switch si intende prevalentemente il passaggio da un fondo comune ad un altro ma può anche riferirsi al passaggio da un obbligazione ad un azione attraverso una vendita.

In inglese Trading vuol dire commercio e quindi fare Trading significa semplicemente essere un Commerciante!

Nella pratica un commerciante compra e vende ed infatti fare Trading non è altro che un’attività commerciale di acquisto e vendita

In genere l’attività di trading viene svolta on line per la velocità di esecuzione delle operazioni

Questo servizio consente appunto l’acquisto e la vendita on-line di strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, futures, titoli di stato, Fare trading online (TOL) vuol dire acquistare e vendere titoli finanziari via computer. Non è necessario recarsi in banca ma lo si può fare anche dal proprio pc. L’obiettivo resta sempre quello di guadagnare sulla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita.

Lo studio dei mercati finanziari e la conoscenza dei relativi strumenti rappresenta una conditio sine qua non per definire un proprio piano di azione. Serve inoltre una grande capacità di gestione dell’emotività per poter procedere in questa attività. La volatilità e le fluttuazioni di Borsa sono gli aspetti con cui fare i conti!

Il valore nominale rappresenta il valore della quota rappresentato. Tale valore può essere o una parte di capitale sociale (attraverso le azioni) o una parte di un prestito (attraverso un obbligazione). Il valore nominale sarà sempre diverso dal valore di mercato che invece è definito dalle contrattazioni e quindi dal prezzo a cui viene scambiato.

Il termine tecnicamente preciso è scarto quadratico medio, ma nel mondo degli investimenti il concetto viene riassunto da “volatilità” ovvero l’oscillazione dei prezzi intorno ad una media, misurata in un periodo determinato. Il calcolo della volatilità viene sempre effettuato a partire dai rendimenti e non dai prezzi e tanto più è alto il valore che ne risulta tanto più ha oscillato il valore del titolo in  passato, verso l’alto come verso il basso.

La volatilità misura, quindi, l’incertezza circa i futuri movimenti del prezzo di una attività finanziaria.